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La self Mirroring therapy, dalle scoperte dei neuroni specchio al loro utilizzo in terapia

L’incapacità di riconoscere le proprie emozioni è una condizione molto frequente ed alla base di molte psicopatologie (Di Giuseppe, Doyle, Dryden & Backx, 2014) dai disturbi alimentari, a quelli di personalità, dalle somatizzazioni alle sindromi depressive. I pazienti quando parlano delle proprie emozioni, usano descrizioni generiche e non adeguate dietro alle quali possono nascondersi realtà emotive molto più complesse e variegate, ad esempio i soggetti ansiosi spesso definiscono come “star male” emozioni quali la paura, la rabbia, l’eccitazione, l’ansia, e la vergogna, in alcuni casi i pazienti, anziché descrivere le emozioni, nominano i loro correlati somatici: tachicardia, oppressione toracica, eccessiva sudorazione (Lorenzini, Sassaroli & Ruggiero, 2006). Questa incapacità di espressione delle emozioni non impedisce però a ciascuno di noi di comunicarle tramite le espressioni facciali e corporee (Ekman, 1984, 1989; Darwin 1872) tramite una reazione muscolare inconscia, difficile da controllare e mascherare, che permette una più rapida comunicazione di specifiche informazioni in un tempo molto più ridotto rispetto alla comunicazione verbale.

D’altra parte tutti gli esseri umani sono dotati di una capacità innata di riconoscere le emozioni dipinte sul volto altrui. Questa non è una scoperta recente, già Darwin, nel libro “The expression of emotion in man and animals”(1872) riportava che le espressioni facciali emotive sono universalmente riconosciute anche se manifestate da persone che appartengono ad un contesto culturale o geografico molto diverso. Successivamente Ekman (1985) affermava che quando si prova un’emozione i muscoli del volto, che sono direttamente connessi con le aree cerebrali coinvolte nella regolazione delle emozioni si attivano in modo automatico esprimendo l’emozione provata.

Questa capacità innata è dovuta all’attivazione di particolari aree cerebrali, il sistema dei neuroni specchio, che sono stati scoperti per la prima volta nella corteccia ventrale premotoria del cervello della scimmia (Rizzolatti e Sinigaglia, 2006), e successivamente anche in altre aree motorie (Gallese, Gernsbacher, Heyes, Hickock, e Iacoboni, 2011; Vigneswaran, Philipp, Limone, e Kraskov, 2013; de Araujo e coll, 2012). Sono neuroni caratterizzati da un particolare funzionamento: si attivano sia quando si esegue un’azione che quando si osserva la stessa azione eseguita da un altro. Nel caso delle emozioni entrano in azione sia quando esprimiamo un’emozione che quando la vediamo dipinta sul volto di un altro essere umano.

Purtroppo nella vita reale non possiamo leggere le emozioni che si dipingono sul nostro volto e quindi non possiamo usare il sistema dei neuroni specchio per riconoscere le nostre emozioni, ma le moderne tecniche di video registrazione ci offrono la possibilità di sfruttare verso noi stessi le potenzialità dei neuroni specchio, video- registrando il nostro volto emozionato. Di qui nasce l’idea della Self Mirroring Therapy® (SMT)una nuova metodica da utilizzare in psicoterapia che permette al paziente di riconoscere le sue emozioni attraverso il sistema dei neuroni specchio. In pratica il paziente viene registrato mentre rievoca un episodio emotivamente significativo della sua vita e successivamente gli si mostra questo filmato per permettergli di osservare le emozioni dipinte sul suo volto.

Questa metodica, chiamata video-feedback, era già stata utilizzata da Rapee e coll (Rapee and Hayman 1996), ma nella SMT il paziente viene ulteriormente filmato mentre si osserva e successivamente gli si mostra questo secondo video in cui sono rappresentate le emozioni indotte dalla visione del primo video. Questa metodica ha un effetto booster sul riconoscimento emozionale, con un ulteriore aumento della consapevolezza delle emozioni provate. La SMT può essere utile nelle patologie che hanno alla base una difficoltà nel riconoscimento emotivo, quali i disturbi alimentari, i disturbi di personalità e dell’umore. Attualmente non sono ancora disponibili studi di efficacia per la SMT ma sono in corso studi per valutare scientificamente l’efficacia della metodica.

In Psicologia Scientifica è presente un gruppo di ricerca che ne sta studiando l'efficacia.

Dott. Piergiuseppe Vinai

Psicoterapeuta, didatta della Società Italiana di Terapia Cognitivo Comportamentale

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